RifiutiZeroTorino

Verso una Società a RifiutiZero

Da tangentopoli al Gerbido: Enzo Papi e la sua carriera…

Enzo Papi deve essere un bravissimo manager, se è vero, come è vero, che dopo una brillante carriera che tra il 1977 e il 1992 lo portò dalla Fiat Allis Usa alla Teksid e di lì alla Cogefar Impresit, e dopo aver collezionato otto condanne (tutte patteggiate, tutte definitive) per il suo coinvolgimento in Tangentopoli ora è presidente di Termomeccanica Ecologia, la consociata che ha vinto la gara per l’ inceneritore del Gerbido.

fonte: La Repubblica — 06 gennaio 2009   pagina 1   sezione: TORINO

Non una gara qualunque, anzi: con i suoi 360 milioni complessivi, l’ opera si colloca al quinto posto in classifica tra quelle assegnate in Italia nel 2008. Un ritorno a Torino da vincitore, benché defilato, per un protagonista di Tangentopoli, quando fu Antonio Di Pietro a ordinarne l’ arresto (ma anche la scarcerazione da San Vittore, dop

o 40 giorni e dopo l’ intuizione che avrebbe collaborato, rivelando un vasto sistema di pagamenti ai partiti da parte delle principali imprese italiane). A quei tempi, Enzo Papi era famoso per non essersi mai fatto fotografare. Nato a Rosignano nel 1947, registrato all’ anagrafe per errore come ‘Enso’ , accusato di aver versato a Dc, Psi, Pci tangenti per miliardi delle vecchie lire per favorire l’ assegnazione alla sua azienda di grandi opere o semplicemente per ringraziare quando le gare erano già state vinte (come nel caso del depuratore torinese del Sangone), Papi si confidò in carcere con un prete, il vicecappellano Luigi Melesi, come hanno ricostruito nel loro «Processo alla Fiat» Paolo Griseri, Massimo Novelli e Marco Travaglio). «Sono distrutto, medito il suicidio, il mio avvocato (era Vittorio Chiusano, ndr) non mi lascia collaborare coi giudici~». Melesi raccontò tutto a Di Pietro, che prontamente mise a verbale la storia, scarcerò il manager e ne ottenne in seguito importanti confessioni. Anche per i giudici torinesi che indagavano su tangenti di vario colore politico Enzo Papi si rivelò prezioso: furono le sue iniziali ammissioni, infatti, a consentire ai pm di ricostruire la storia di quei 250 milioni di lire ‘omaggiati’ , a gara per l’ impianto del Po-Sangone già vinta e con tanto di sentenza favorevole del Tar, attraverso un versamento su un conto svizzero «per mantenere buoni rapporti col Pci piemontese». Una ragione, quella addotta da Papi nei verbali, che già allora fece andare su tutte le furie i dirigenti subalpini del Pci-Pds: «Mai ricevuto tangenti da nessuno». Mentre Greganti ammise a metà: «Quei soldi arrivarono, ma non sapevo che fossero frutto di una tangente». Dimissionario fin dall’ indomani della scarcerazione dalla sua carica in Cogefar «per non danneggiare l’ azienda», Papi tornò ad essere famoso quando nel marzo del 1993 il “Corriere della Sera” pubblico con grande evidenza, dedicandovi tre pagine, le sue lettere dal carcere alla moglie e a alcuni amici. Con una prefazione del filosofo Lucio Colletti, che sottolineava come «chi scrive sia un manager che ha ben presente la sorte che ci spetterebbe se l’ Italia non riuscisse a tenere il passo con l’ Europa». Poi, dopo molto tempo investito a presentarsi nelle Procure e nei Tribunali d’ Italia patteggiando pene modeste (un anno e un mese per la prima condanna, piccole aggiunte ‘in continuità’ per quelle successive, nessuna pena accessoria) per reati che andavano dalla corruzione alla violazione delle norme sul finanziamento dei partiti fino alla ‘turbata libertà degli incanti’ , Enzo Papi è tornato dalle parti di casa, arrivando ai vertici di un gruppo, Termomeccanica Ecologia Spa, tornato nel 1995 dal controllo statale a quello privato e che ha ora come principale azionista Intesa Sanpaolo. Costruire inceneritori e depuratori è la ‘mission’ principale del ramo d’ impresa che ha vinto la gara per il Gerbido promossa da Trm, bruciando sul filo di lana i francesi di Construction Industrielle de la Mediterranée. Per partecipare alla competizione, Termomeccanica Ecologia si è alleata col Consorzio Ravennate delle Cooperative, col Consorzio Busi e con Co-Ver Edile. Intanto, l’ instancabile Papi – che già dieci anni fa aveva proposto alla società pubblica locale dell’ acqua e del gas un’ alleanza con la sua azienda – ha dato la scalata alla sede locale di Confindustria e ha vinto con tre voti di scarto: oggi è il presidente degli imprenditori spezzini. Un bravo manager col carattere da leader, che – però – continua a non amare le foto e che compare poco o per nulla nella comunicazione della sua impresa.

Tagged as: , , , , , , ,

3 Comments

Trackbacks

  1. NoInc | Vallone, presidente di TRM rinviato a giudizio
  2. Videopolitik
  3. Una carriera con i fiocchi «

Leave a Response