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Agricoltura: UE dà via libera a legge su cibo a KM 0

13 gennaio 2010
(ANSA) – ROMA, 13 GEN – Con il via libera dell’Unione Europea alla legge regionale del Veneto, e’ finalmente operativa la prima normativa sui cibi a ‘Km zero’. Lo comunica in una nota la Coldiretti precisando che, approvato dalla regione Veneto su iniziativa della Coldiretti che ha raccolto le firme in suo sostegno, il testo innovativo introduce per la prima volta la definizione di ‘prodotti agricoli a km zero’ individuando caratteristiche precise ed essenziali quali: stagionalita’, sostenibilita’ ambientale, qualita’ organolettiche e legame con la tradizione culinaria.
In un Paese come l’Italia dove oltre l’86% dei trasporti commerciali avviene su gomma e la logistica incide per quasi un terzo sui costi di frutta e verdura,la nuova norma, promuovendo il consumo di prodotti locali, ‘aiuta le tasche ma anche – precisa Giorgio Piazza presidente di Coldiretti Veneto – la salute e l’ambiente in quanto riduce le emissioni di gas ad effetto serra che provocano cambiamenti climatici’.
Dopo la pubblicazione nel BUR la normativa – continua la Coldiretti – sara’ applicabile a tutti gli effetti autorizzando anche gli enti locali a promuovere l’orientamento del consumo dei prodotti di provenienza regionale in mense pubbliche, nella ristorazione collettiva e in tutti i supermercati. Tra gli obiettivi della legge vi e’ la promozione del patrimonio agroalimentare regionale nei pasti di scuole elementari, istituti scolastici superiori, universita’, ospedali e caserme nella misura del 50%, una percentuale che non discrimina il prodotto di origine extraregionale o straniera ma – sostiene la Coldiretti – valorizza le tipicita’ locali consentendo ai consumatori di fare scelte consapevoli, sostenibili in termini di prezzo e meno impattanti sull’ambiente.
L’articolato prevede inoltre spazi riservati agli agricoltori nei mercati rionali, che non andranno a ledere gli interessi di altre categorie, ma integreranno la gamma delle offerte stagionali ai consumatori attraverso la filiera corta.
Significativa l’adozione di ‘menu’ a km zero’ da parte di alcuni ristoratori che impiegano ricette a base del 30% di specialita’ provenienti dalle campagne circostanti. (ANSA)

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