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	<title>RifiutiZeroTorino</title>
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	<description>Verso una Società a RifiutiZero</description>
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		<title>Una gigantesca isola di spazzatura  anche nell’Oceano Atlantico</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 12:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>administrator</dc:creator>
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Niente da festeggiare per l’ultima scoperta degli oceanografi nell’Atlantico del Nord. Al termine di una ricerca durata 22 anni, è stata localizzata al largo delle coste della Georgia, nel sud est degli Stati Uniti, la più grande isola di rifiuti nel secondo oceano del pianeta. Una discarica fluttuante, estesa fra i 22 e i 38 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img class="alignleft" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/thumb/295x0/wp-content/uploads/2010/08/lapresse__ocean_junk_xal103.jpg" alt="" width="295" height="221" /></div>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/08/lapresse__ocean_junk_xal103.jpg"></a>Niente da festeggiare per l’ultima scoperta degli oceanografi nell’Atlantico del Nord. Al termine di una ricerca durata 22 anni, è stata localizzata al largo delle coste della Georgia, nel sud est degli Stati Uniti, la più grande isola di rifiuti nel secondo oceano del pianeta. Una discarica fluttuante, estesa fra i 22 e i 38 gradi Nord di latitudine, la cui concentrazione di plastica è paragonabile a quella rilevata nel “Great Pacific Garbage Patch”, il gigantesco vortice di immondizia che galleggia ormai da decenni nel Pacifico. “Nonostante l’attenzione crescente per il problema dell’inquinamento da rifiuti plastici negli oceani, sono ancora pochi i dati scientifici per misurare l’ampiezza del fenomeno ”, afferma il team di ricercatori del “Sea Education Association”, del Woods Hole Oceanographic Institution e dell’Università di Hawaï, <a href="http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/sci;science.1192321v1?maxtoshow=&amp;hits=10&amp;RESULTFORMAT=&amp;fulltext=plastic+ocean&amp;searchid=1&amp;FIRSTINDEX=0&amp;resourcetype=HWCIT" target="_blank">annunciando la scoperta su Science</a>.</p>
<p>Dal 1986 ad oggi, sono oltre 64mila i detriti ripescati in mare, in 6.100 punti di campionamento, dagli oceanografi statunitensi che lanciano l’allarme: esiste una impressionante quantità di plastica che risulta “scomparsa” nell’oceano. Nel corso dei due decenni dello studio, i detriti ritrovati nell’Atlantico non risultano cresciuti proporzionalmente con l’aumento dei rifiuti finiti in acqua. “E’ evidente che il tempo può alterare le caratteristiche fisiche della plastica” sostengono i ricercatori del SEA, lasciando aperte diverse ipotesi sulla sorte di ciò che resta di bottiglie, buste e copertoni. Ridotti in frammenti molto piccoli, i detriti potrebbero essere sfuggiti alle reti o precipitati sul fondale, dando vita ad un inquinamento che, secondo la comunità scientifica, rischia però di rivelarsi devastante per gli ecosistemi marini. L’ipotesi più inquietante arriva dall’università giapponese di Nihon: la plastica non è indistruttibile, e decomponendosi in mare, rilascia sostanze tossiche estremamente minacciose per gli organismi che lo popolano.</p>
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		<title>SANZIONE DI 80 MILA EURO Borgaro maglia nera dei rifiuti</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 20:49:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Di Stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Stampa 14 agosto 2010
IL CASO DIFFERENZIATA SOTTO IL 30 PER CENTO, SANZIONE DI 80 MILA EURO
Borgaro maglia nera dei rifiuti
In arrivo la multa della Provincia
NADIA BERGAMINI
BORGARO
La tirata d’orecchi di Cristina Chiabotto, miss Italia 2004, ai suoi concittadini, un anno fa, non è servita a nulla. Borgaro, infatti, anche quest’anno si aggiudica la maglia nera, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Stampa 14 agosto 2010<br />
IL CASO DIFFERENZIATA SOTTO IL 30 PER CENTO, SANZIONE DI 80 MILA EURO<br />
Borgaro maglia nera dei rifiuti<br />
In arrivo la multa della Provincia<br />
NADIA BERGAMINI<br />
BORGARO<br />
La tirata d’orecchi di Cristina Chiabotto, miss Italia 2004, ai suoi concittadini, un anno fa, non è servita a nulla. Borgaro, infatti, anche quest’anno si aggiudica la maglia nera, per non aver raggiunto le percentuali, previste dalla Provincia, nella raccolta differenziata dei rifiuti. Se un anno fa la multa inflitta era di 64 mila euro, quest’anno, supera abbondantemente gli 80 mila.<br />
La causa è semplice: Borgaro è uno dei pochi Comuni che ancora si affida alla raccolta rifiuti con i cassonetti stradali. I paesi e le città, invece, passati al sistema «porta a porta» hanno visto schizzare, in poco tempo, le loro percentuali oltre il 60 per cento, mentre a Borgaro si fatica ad arrivare al 30. Perché non adottate anche voi il sistema degli altri Comuni che ha dato buoni frutti? «Da un anno stiamo lavorando su tecnologie alternative – spiega l’assessore all’Ambiente, Tommaso Villani -. Entro fine settembre decideremo, conti alla mano, se il sistema della raccolta pneumatica può adattarsi al nostro territorio. Se i costi dovessero essere accessibili ci vorranno altri due anni perché entri in funzione. Se dovessimo decidere che quel sistema non fa per noi, prenderemo in considerazione il “porta a porta” o le isole ecologiche».<br />
Mentre si studia e si valuta, le multe, tuttavia, continuano a fioccare e dall’opposizione l’ex sindaco, Giuseppe Vallone, non risparmia critiche pungenti: «È il terzo anno consecutivo che becchiamo la multa e questa volta la cifra è di molto superiore al 2009. Tutto ciò accade perché si continua a non affrontare la questione ambientale e intanto Borgaro si è trasformato nel ricettacolo dei rifiuti di tutta la zona. Siamo il Comune vergogna della provincia di Torino».<br />
Villani, rimanda le accuse al mittente: «Nessuna politica ambientale? È dal giorno dopo il nostro insediamento che stiamo lavorando nella ricerca del sistema che fa per noi. Il “porta a porta” ha dato buoni risultati, è indubbio. I costi però, per i cittadini, sono molto elevati. Noi stiamo valutando un sistema che consentirà anche di abbattere le emissioni di Co2 in atmosfera. Meno camion che caricano i rifiuti, meno inquinamento».<br />
La raccolta pneumatica è semplice: i rifiuti vengono buttati in un punto di scarico e finiscono a 2 metri e mezzo sotto terra. Quando il punto di raccolta è pieno, i sensori lo segnalano alla centrale (posta al massimo a 2 chilometri di distanza) che procede con il «risucchio» verso il luogo di raccolta e da qui compattati e divisi, ai luoghi di smaltimento e riciclo.</p>
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		<title>Una bandiera contro l&#8217;inceneritore &#8211; Apericena + assemblea</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 23:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>conoincto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proponiamo e scegliamo insieme il logo che porteremo fieri sulle nostre future bandiere per portare avanti la nostra richiesta di un futuro vivibile e fermare la scelta di bruciare rifiuti e sprecare materia dentro all’inceneritore di Torino, perché incenerire significa: INQUINAMENTO AMBIENTALE, DANNI ALLA SALUTE SOPRATTUTTO AI BAMBINI (CON MORTI PREMATURE), SPRECO DI DENARO PUBBLICO, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.noinctorino.org/media/uploads/2010/08/Faceb.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1795" title="Faceb" src="http://www.noinctorino.org/media/uploads/2010/08/Faceb-187x300.jpg" alt="" width="196" height="314" /></a>Proponiamo e scegliamo insieme il logo che porteremo fieri sulle nostre future bandiere per portare avanti la nostra richiesta di un futuro vivibile e fermare la scelta di bruciare rifiuti e sprecare materia dentro all’inceneritore di Torino, perché incenerire significa: INQUINAMENTO AMBIENTALE, DANNI ALLA SALUTE SOPRATTUTTO AI BAMBINI (CON MORTI PREMATURE), SPRECO DI DENARO PUBBLICO, quando sappiamo che la vera strada (già sper&#8230;imentata e collaudata all&#8217;estero ma anche in italia) per un mondo sano, pulito e sostenibile è l&#8217; OBIETTIVO RIFIUTI ZERO: RIPROGETTAZIONE, RIDUZIONE, RIUSO, RICICLO, RECUPERO. Lasciamo un futuro ai nostri figli, invece di distruggere tutto, usiamo in modo efficiente le risorse che abbiamo!</p>
<p><strong>Giovedì 16 settembre 2010</strong><br />
Sala centro anziani &#8211; Via Mascagni 10 &#8211; Fornaci di Beinasco (TO)</p>
<p><strong>h. 19.30 &#8211; Apericena benefit</strong><br />
Ci sarà un buffet con bevande preparato da alcuni attivisti, l’offerta minima è di 5 €. I fondi raccolti serviranno per eventuali spese e per l’acquisto di uno stock di bandiere. Chi vorrà potrà anche anticipare l’acquisto di bandiere a prezzo agevolato e favorire così il raggiungimento di un certo quantitativo.</p>
<p><strong>h. 21.30 &#8211; Assemblea pubblica</strong><br />
Dopo l’apericena si terrà un’assemblea pubblica in cui si farà il punto della situazione e si discuteranno le prossime iniziative, inoltre faremo le votazioni per la scelta del logo che stamperemo sulle bandiere, chiunque potrà fare delle proposte grafiche che dovranno essere inviate a: <strong>conoincto@gmail.com</strong> entro il 15 settembre. <strong>E&#8217; il momento di sfoderare la tua creatività!</strong></p>
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		<title>La mia vita a impatto zero Ognuno di noi può fare qualcosa intorno a quelle che io chiamo le otto &#8216;R&#8217;..</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 13:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>administrator</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Riduzione]]></category>

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.21-07-2010 &#8211; Fonte: La Repubblica.it




Io, economista finalmente felice vi racconto la mia vita a impatto zero
&#8220;Ognuno di noi può fare qualcosa intorno a quelle che io chiamo le otto &#8216;R&#8217; . Ovvero rivalutare, riconcettualizzare, ristrutturare, ridistribuire, rilocalizzare, ridurre, riutilizzare, riciclare.&#8221;

Da molto tempo ormai non uso più l&#8217; automobile, mi muovo soltanto in bicicletta. Quando vengo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="499" height="1" align="center" valign="center" bgcolor="#AA7937" bordercolor="#400000"><span style="font-family: Verdana, Arial, helvetica, sans-serif; color: #faf7ef; font-size: x-small;">.</span><span style="font-family: Verdana, Arial, helvetica, sans-serif; color: black; font-size: x-small;">21-07-2010 &#8211; Fonte: La Repubblica.it</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<dt><span style="font-family: Verdana, Arial, helvetica, sans-serif; color: #4a2500; font-size: x-small;"><br />
<span style="font-family: Verdana, Arial, helvetica, sans-serif; color: #000000; font-size: x-small;"><strong>Io, economista finalmente felice vi racconto la mia vita a impatto zero</strong></p>
<p><strong>&#8220;<em>Ognuno di noi può fare qualcosa intorno a quelle che io chiamo le otto &#8216;R&#8217; . Ovvero rivalutare, riconcettualizzare, ristrutturare, ridistribuire, rilocalizzare, ridurre, riutilizzare, riciclare.&#8221;</em></strong></p>
<p><em><img src="http://www.promiseland.it/images/2009/08_decrescita.jpg" alt="" width="260" height="260" align="left" /></em></p>
<p>Da molto tempo ormai non uso più l&#8217; automobile, mi muovo soltanto in bicicletta. Quando vengo in Italia, cosa che mi capita spesso, non prendo mai l&#8217; aereo, solo il treno. Anche se sono stato a lungo un amante della carne, ora ne mangio pochissima, mi diverto a scoprire altri sapori, perché gli allevamenti intensivi di bestiame sono tra le prime cause dell&#8217; inquinamento atmosferico. Un chilo di carne equivale a sei litri di petrolio.</p>
<p>Preferisco comprare quel che mi serve nelle piccole botteghe e cerco di usare ogni cosa sino a consumarla del tutto. Piuttosto che buttare, riparo, anche se oggigiorno costa meno comprare un oggetto nuovo fabbricato in Cina. Ma preferisco appunto allungare la vita delle cose, o riciclare, combattendo così la filosofia dell&#8217; usa-e-getta, l&#8217; obsolescenza programmata dei beni. Non possiedo un cellulare, e sto bene così.</p>
<p>Pratico quello che il mio maestro Ivan Illich chiamava &#8220;tecnodigiuno&#8221;. Non guardo mai la televisione e ho soltanto un computer che mi permette di consultare ogni tanto le email. Non mi collego ogni giorno alla posta elettronica, faccio delle lunghe pause anche in questo. Spesso scrivo lettere a mano perché è un modo di dimostrare a me stesso che non ho bisogno di una protesi elettronica per comunicare con gli altri. L&#8217; importante è resistere alla &#8220;tecno-dipendenza&#8221;.</p>
<p>Si può usare la tecnologia ma bisogna evitare di esserne schiavi. Benché faccia tutte queste rinunce rispetto allo stile di vita moderno, non sono da compatire. Invertire la corsa all&#8217; eccesso è la cosa più allegra che ci sia. La mia unica regola è la gioia di vivere. E&#8217; possibile immaginare una società ecologica felice, dove ognuno di noi riesce a porsi dei limiti, senza soffrirne perché non si sono create delle dipendenze.</p>
<p>E&#8217; ormai riconosciuto che il perseguimento indefinito della crescita è incompatibile con un pianeta finito. Se non vi sarà un&#8217; inversione di rotta, ci attende una catastrofe ecologica e umana. Siamo ancora in tempo per immaginare, serenamente, un sistema basato su un&#8217; altra logica: quella di una &#8220;società di decrescita&#8221;. Io parlo di decrescita felice, perché sono convinto che si tratta di piccoli aggiustamenti che ognuno di noi può fare senza soffrirne.</p>
<p>Da giovane ero un economista esperto di sviluppo. Negli anni Sessanta sono stato in Congo e poi nel Laos per attuare programmi di sviluppo economico. E&#8217; così che è incominciata la mia riflessione critica su questo modello di crescita continua. Pensavo essere al servizio di una scienza, in realtà si trattava di una religione. Gli economisti come me allora sono dei missionari che vogliono convertire e distruggere popoli che vivevano diversamente.</p>
<p>Quando ho iniziato a non seguire più questa dottrina assoluta, in vigore ormai da decenni, ero molto isolato. In Occidente nessuno ha avuto il coraggio di parlare di decrescita fino al 1989, dopo il crollo del Muro. Quando siamo entrati in un mondo globale, senza più differenze tra primo, secondo o terzo mondo, lentamente c&#8217; è stata una presa di coscienza. Oggi non si tratta di trovare un nuovo modello economico ma di uscire dal governo dell&#8217; economia per riscoprire i valori sociali e dare la priorità alla politica.</p>
<p>Ognuno di noi può fare qualcosa intorno a quelle che io chiamo le otto &#8216; R&#8217; . Ovvero rivalutare, riconcettualizzare, ristrutturare, ridistribuire, rilocalizzare, ridurre, riutilizzare, riciclare.</p>
<p>Rivalutare significa per esempio creare un diverso immaginario collettivo, fatto dell&#8217; amore per la verità, di un senso della giustizia e della responsabilità, del dovere di solidarietà. Rilocalizzare vuol dire produrre a livello locale i prodotti necessari a soddisfare i bisogni della popolazione. Riutilizzare e riciclare è anche l&#8217; unico modo di evitare di essere sommersi dai rifiuti infiniti che stanno distruggendo la Terra.</p>
<p>Le otto &#8216; R&#8217; sono cambiamenti interdipendenti, che insieme possono far nascere una nuova società ecologica.<br />
Una società nella quale ci sentiremo di nuovo cittadini, e non più solo semplici consumatori.<br />
(<em>testo raccolto da Anais Ginori</em>)</p>
<p><em>SERGE LATOUCHE</em></p>
<p></span></span></dt>
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		<title>Un inceneritore (chiuso) al giorno&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 12:15:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Di Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[diossina]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritore]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; un estate molto calda per gli italiani ma ancor di più per le ex municipalizzate ora quotate in borsa e per le multinazionali che gestiscono il lucroso affare dei rifiuti.
Negli ultimi giorni due contestatissimi impianti di incenerimento sono stati chiusi dalle autorità giudiziarie per superamento dei livelli di diossina e posti sotto sequestro.
Il primo, quello di Pietrasanta (targato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un estate molto calda per gli italiani ma ancor di più per le ex municipalizzate ora quotate in borsa e per le multinazionali che gestiscono il lucroso affare dei rifiuti.</p>
<p>Negli ultimi giorni due contestatissimi impianti di incenerimento sono stati chiusi dalle autorità giudiziarie per superamento dei livelli di diossina e posti sotto sequestro.</p>
<p>Il primo, quello di Pietrasanta (targato Veolia), perché sversava nel torrente Baccatoio l&#8217;acqua utilizzata per raffreddare le ceneri (metodo che sarò utilizzato anche a Parma) con livelli di diossine 17 volte superiori ai<br />
limiti di legge.</p>
<p>Un bel regalo per i bagnanti (molti dei quali parmigiani) che affollano le spiagge di Forte dei Marmi e Viareggio, rispettivamente a 5 e 4 km di distanza dalla foce del Baccatoio.</p>
<p>Il secondo, di cui abbiamo avuto da poco notizia, situato alle porte di Lecce, bruciava rifiuti sanitari e speciali (gli stessi che vogliono bruciare anche a Parma) battendo orgoglioso il record di Pietrasanta, superando di ben 130 volte le emissioni di diossina consentite.</p>
<p>Tutti questi impianti, quando vengono costruiti, sono presentati alla cittadinanza come frutto delle ultimissime tecnologie, dotati di modernissimi filtri che garantiscono parametri di emissioni sbalorditivi, tanto che anche Allodi, ex presidente di Enia, consigliava di investire nel mattone e farsi la villetta all&#8217;ombra dell&#8217;inceneritore di Ugozzolo.</p>
<p>Tutto bello e sostenibile come ci viene presentato ad esempio nella dichiarazione ambientale di prodotto datata 2007 dell&#8217;inceneritore di Pietrasanta (*<a href="http://www.environdec.com/reg/epd112it.pdf*" target="_blank">http://www.environdec.com/reg/epd112it.pdf*</a>) certificata secondo norme del Swedish Environmental Management Council da un ente &#8221;indipendente&#8221;.</p>
<p>Purtroppo dopo anni di funzionamento si scopre che gli inceneritori fanno male alla salute e che i comitati di cittadini che si opponevano al progetto non erano cassandre o fautori del no a priori ma erano semplicemente preoccupati per la sorte dei lori figli.</p>
<p>Meno male che ci sono questi comitati di cittadini che spendono tempo e denaro per sopperire al vuoto delle amministrazioni locali, che delegano ad occhi chiusi le multi-utilities!</p>
<p>La parte buona dell&#8217;Italia, proprio quei comitati cittadini, non si accontenta delle patinate dichiarazioni di impatto ambientale in cui tutto sembra bello, con boschetti che assomigliano a quelli delle favole, dove sorgono camini dall&#8217;innocua apparenza.</p>
<p>I cittadini consapevoli, dei doveri ma anche dei diritti, pretendono di ricevere gli atti ufficiali che gli spettano di diritto, per poter studiare le carte, fare domande nel merito, proporre alternative.</p>
<p>Alternative e proposte che riempiono un vuoto lasciato da freddi burocrati che occupano le stesse poltrone da anni e non hanno il coraggio di percorrere strade nuove.</p>
<p>Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma &#8211; GCR</p>
<p>Parma, 15 luglio 2010</p>
<p>-661 giorni all&#8217;avvio dell&#8217;inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!</p>
<p>Grazie e buon lavoro<br />
*<br />
Associazione Gestione Corretta Rifiuti  e Risorse di  Parma &#8211; GCR<br />
Via Zaniboni 1 &#8211; Parma<br />
Tel 331.116.8850<br />
<a href="http://www.gestionecorrettarifiuti.it/" target="_blank">www.gestionecorrettarifiuti.it</a><br />
<a href="mailto:gestionecorrettarifiuti@gmail.com">gestionecorrettarifiuti@gmail.com</a><br />
<a href="mailto:info@gestionecorrettarifiuti.it">info@gestionecorrettarifiuti.it</a></p>
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		<title>Sequestrato inceneritore a Pietrasanta. Ma a Torino lo costruiamo lo stesso…</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 10:05:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Di Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gerbido]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[15 luglio 2010

Proprio mentre a Torino si inaugura l’inizio lavori dell’inceneritore del Gerbido con grande plauso bipartisan, l’inceneritore di Pietrasanta viene sequestrato: si tratta di grave inquinamento ambientale con pericoli per la salute pubblica.
In dettaglio, gli indagati sono stati accusati perché scaricavano le acque reflue industriali evitando il trattamento di depurazione dei rifiuti stessi attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>15 luglio 2010</strong></h2>
<p><a href="http://www.pinerolo5stelle.it/blog/wp-content/uploads/incener-to-bozzetto.jpg"><img class="alignleft" title="Il futuro inceneritore del Gerbido" src="http://www.pinerolo5stelle.it/blog/wp-content/uploads/incener-to-bozzetto-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a></p>
<p>Proprio mentre a Torino si inaugura l’inizio lavori dell’inceneritore del Gerbido con grande plauso bipartisan, l’inceneritore di Pietrasanta viene sequestrato: si tratta di grave inquinamento ambientale con pericoli per la salute pubblica.</p>
<p>In dettaglio, gli indagati sono stati accusati perché scaricavano le acque reflue industriali evitando il trattamento di depurazione dei rifiuti stessi attraverso il mancato utilizzo, presso il depuratore aziendale, dei reagenti e dei filtri previsti, causando la contaminazione da diossina. L’impianto è stato chiuso e spento dalla polizia forestale e dai vigili urbani su indicazione della procura di Lucca, in data Giovedì 8 luglio. Arpat e Provincia di Lucca hanno trovato nei torrenti vicini quantità allarmanti di metalli pesanti; nel 2008 era già stata aperta un’inchiesta, col sospetto che il software “truccasse” i dati delle emissioni di monossido di carbonio. Così come succede ora a Torino, l’impianto era stato venduto come “dotato della migliore tecnologia disponibile” in modo da avere impatto minimo su ambiente e salute umana; e sono passati solo 10 anni!</p>
<p>Sottolineiamo che anche questo impianto era stato costruito contro il volere della popolazione, paventando la solita “emergenza rifiuti”. Peccato che così l’emergenza sia doppia, perché nel frattempo si è evitato di iniziare le buone pratiche di riduzione e con l’impianto spento siamo daccapo. Come sappiamo, evitare il problema alla fonte (magari applicando un impianto di trattamento a freddo del residuo) non fa gola ai grandi interessi economici. Si ricorda che anche qui abbiamo a che fare con Veolia, la multinazionale francese che tra le altre cose commercia con l’acqua, già protagonista di altri episodi del genere.</p>
<p>Possiamo ancora evitare che non finisca così anche a Torino. Ma non c’è tempo da perdere. Ricordiamo che il Comune di Pinerolo ha acquistato un bel pacchetto azionario del futuro inceneritore del Gerbido. Un investimento molto accorto, non c’è che dire.</p>
<p>fonti:</p>
<p><a href="http://massa5stelle.wordpress.com/">http://massa5stelle.wordpress.com</a></p>
<p>Rete Nazionale Rifiuti Zero</p>
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		<title>Compensazioni del forno al Gerbido a rischio!</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 09:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Di Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gerbido]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[compensazioni ambientali]]></category>

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		<description><![CDATA[La Repubblica 15 luglio 2010
 Potranno partire solo il prossimo anno le opere di compensazione ambientale per nove milioni
Niente soldi per il verde nei Comuni interessati dal termovalorizzatore
SARA STRIPPOLI
Finora i soldi per le opere di compensazione ambientale legate al termovalorizzatore del Gerbido non ci sono, il prossimo anno forse. Ieri in Consiglio regionale è andato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Repubblica 15 luglio 2010<br />
<strong><span style="color: #ff0000;"> Potranno partire solo il prossimo anno le opere di compensazione ambientale per nove milioni<br />
Niente soldi per il verde nei Comuni interessati dal termovalorizzatore</span></strong><br />
SARA STRIPPOLI<br />
Finora i soldi per le opere di compensazione ambientale legate al termovalorizzatore del Gerbido non ci sono, il prossimo anno forse. Ieri in Consiglio regionale è andato in scena uno scontro fra maggioranza e opposizione, tra l’assessore all’Ambiente Roberto Ravello, che ha accusato la giunta Bresso di aver prima deliberato e poi ritirato la disponibilità economica, e il comitato dei promotori guidati da Andrea Stara, consigliere di Insieme per Bresso che aveva richiesto un consiglio aperto sul tema: «Anche la maggioranza ha sconfessato il suo assessore. Abbiamo presentato un ordine del giorno che impegnava la Regione a tener fede agli impegni presi con i territori. Il centro destra lo ha bocciato, ma votando un proprio documento che rimette comunque in discussione la decisione di tagliare i finanziamenti».<br />
In totale si parla di una somma di 9 milioni di euro per i cinque Comuni coinvolti: Rivalta, Orbassano, Torino, Beinasco, Grugliasco. Alla fine Ravello ha dichiarato che è favorevole alle compensazioni e che i soldi ci saranno, aggiungendo però che «per ora non c’è una lira. Ho tutte le intenzioni di finanziare ma comunque non prima di aver incontrato tutti i sindaci e verificato con attenzione i progetti. Sono d’accordo quando si parla di riqualificazione del verde, un po’ meno quando leggo di musei ambientali. Se Bresso avesse messo i 3 milioni promessi nel 2009 io avrei trovato gli altri 800mila di quest’anno». Un’accusa alla quale la ex-presidente risponde: «C’erano dei ricorsi e i soldi che non vengono spesi devono essere disimpegnati». Il vivace dibattito in Consiglio è stato seguito anche da Paolo Foietta, il presidente dell’Ato, l’autorità d’ambito. Che commenta: «Lascerei perdere le polemiche, purché i soldi si trovino e si vada avanti». L’accordo di programma fra Regione, Provincia, Ato, Trm e i Comuni per la progettazione delle opere era stato siglato nel novembre 2008 con gli impegni: «Venti milioni di Trm, 9 milioni della Regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il video ufficiale della seduta del Consiglio Regionale: <a href="http://vm-podcast.csi.it/sedute/asx/seduta-20100714-1.asx">mattina</a>, <a href="http://vm-podcast.csi.it/sedute/asx/seduta-20100714-2.asx">pomeriggio</a></p>
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		<title>PIOSSASCO COSTRUITO DAL COVAR SETTE ANNI FA NON ERA MAI STATO UTILIZZATO</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 08:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Di Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alternative]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[La Stampa 15 luglio 2010
L&#8217;impianto venduto sottocosto
GIUSEPPE LEGATO
Era stato costruito per consentire al Covar 14 (consorzio rifiuti della cintura sud di Torino) un salto di qualità nella separazione dei rifiuti. Costò 2,7 milioni di euro. Dopo 7 anni e nemmeno un giorno di funzionamento sarà rivenduto domani alla ditta Techoimpianti per 2,3 milioni. Nel calcio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Stampa 15 luglio 2010<br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>L&#8217;impianto venduto sottocosto<img class="alignleft" src="http://www.covar14.it/imm/head5.gif" alt="" width="350" height="40" /></strong></span><br />
GIUSEPPE LEGATO<br />
Era stato costruito per consentire al Covar 14 (consorzio rifiuti della cintura sud di Torino) un salto di qualità nella separazione dei rifiuti. Costò 2,7 milioni di euro. Dopo 7 anni e nemmeno un giorno di funzionamento sarà rivenduto domani alla ditta Techoimpianti per 2,3 milioni. Nel calcio si chiamerebbero minusvalenze, in questo caso si tratta di 400 mila euro buttati via.<br />
<a href="http://www.covar14.it/impianti.html#"> L&#8217;impianto di pre-trattamento di Piossasco</a> è il simbolo della politica dell&#8217;approssimazione. Progettato per trattare 7500 tonnellate di rifiuti l&#8217;anno, non ha visto entrare al suo interno nemmeno un bidone di umido o una pila di cartone. Eppure al Covar 14 il presidente Leo Di Crescenzo, che ha ereditato dal suo predecessore Giuseppe Massimino questo «cadeau» finanziario, si dice sollevato. «Finalmente lo abbiamo venduto. Della cifra incassata &#8211; spiega dalla sede di Carignano &#8211; 1,5 milioni saranno utilizzati per calmierare le bollette degli utenti del 2% e il resto per pagare gli interessi del mutuo».<br />
Già, gli interessi, altra spesa inutile: 67 mila all&#8217;anno per cinque anni. Tanto è costato stipulare un finanziamento bancario ventennale per pagare l&#8217;opera. La gioia di Di Crescenzo è legata al fatto che i primi due bandi indetti per vendere il bene erano andati deserti: «Ci saremmo trovati sul groppone un impianto inutile che costa 20 mila euro solo di manutenzione annua». Perché questo bene non sia mai stato usato è presto detto: era stato costruito nel 2002, appena prima della conversione nazionale alla «differenziata». Una volta entrato in vigore il «porta a porta», un separatore di rifiuti avrebbe costituito il doppione di quanto già facevano i cittadini nella giungla di bidoni. E quando si pensò di utilizzarlo in appoggio a una maxi discarica immaginata su un terreno al confine tra Piossasco e Volvera, i contadini scesero in strada in segno di protesta. La retromarcia arrivò presto, la discarica non si fece più e l&#8217;impianto rimase<br />
una cattedrale nel deserto. Da domani sarà utilizzato dalla ditta Technoimpianti «per trasportare e trattare rifiuti di privati», dice Di Crescenzo. Ovvero quello che avrebbe dovuto fare Covar.</p>
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		<title>Inceneritore a Torino?  NO grazie preferisco vivere!</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 10:54:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Di Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[banchetto]]></category>
		<category><![CDATA[Gerbido]]></category>
		<category><![CDATA[orbassano]]></category>

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		<description><![CDATA[Saremo presenti con un banchetto informativo per spiegare come ci vogliono far pagare nei prossimi 20 anni l&#8217;inceneritore che diffonderà cancro e devastazione dal Gerbido a tutta la provincia di Torino ed oltre!
Dove: mercoledì 21 mattina mercato di Orbassano!
Raccoglieremo anche le firme per sostenere Manifesto Stop alla distruzione di materia
volantino in distribuzione
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Saremo presenti con un banchetto informativo per spiegare come ci vogliono far pagare nei prossimi 20 anni l&#8217;inceneritore che diffonderà cancro e devastazione dal Gerbido a tutta la provincia di Torino ed oltre!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dove: mercoledì 21 mattina mercato di Orbassano!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Raccoglieremo anche le firme per sostenere<strong> </strong><strong><a href="http://www.noinctorino.org/media/uploads/2010/07/Manifesto-STOP-alla-distruzione-di-materia.pdf">Manifesto Stop alla distruzione di materia</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.noinctorino.org/media/uploads/2010/07/Flyer-Informativo-NOINC.pdf" target="_blank">volantino in distribuzione</a></p>
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		<title>Volvera TO: Giornata del riuso: si offre di tutto un po&#8217;!</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 18:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Di Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Riduzione]]></category>
		<category><![CDATA[riuso]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il terzo anno il Comune di Volvera organizza la &#8220;giornata del riuso&#8221;: il 17 e 18 luglio chi ha oggetti che non usa li può portare in piazza, chi ne ha bisogno può prenderli. Il tutto in modo assolutamente gratuito, non è ammessa la compravendita.
Lo spirito è quello dei freecyclers: prolungare la vita degli oggetti riducendo i rifiuti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il terzo anno il Comune di Volvera organizza la &#8220;giornata del riuso&#8221;: il 17 e 18 luglio chi ha oggetti che non usa li può portare in piazza, chi ne ha bisogno può prenderli. Il tutto in modo assolutamente gratuito, non è ammessa la compravendita.<img class="alignleft" src="http://www.comune.volvera.to.it/modules/wfsection/images/article/090713_fuochi.jpg" alt="" width="300" height="201" /><br />
Lo spirito è quello dei freecyclers: prolungare la vita degli oggetti riducendo i rifiuti. Praticamente è una giornata di &#8220;freecycling dal vivo&#8221;. Se passate a trovarci ci fa un gran piacere.<br />
Chiunque venga può prendere oggetti, mentre per portarne (se non siete volveresi) è necessario sapere di che oggetti si tratta: quindi se desiderate portare qualche oggetto vi prego di contattarmi via email. (paolofrn@tiscali.it)</p>
<p>Tutte le informazioni su <a href="http://www.comune.volvera.to.it/modules/wfsection/article.php?articleid=1123" target="_blank">www.comune.volvera.to.it</a> .</p>
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